GENTILE FAVINI

Gentile Favini è stata una delle figure più rappresentative ed importanti della storia dell’Avis mantovana e l’indiscussa protagonista della nascita e della diffusione di molte sezioni locali nella nostra provincia. Entrata nell’AVIS comunale nel 1959, ricoprì la carica di presidente dal 1963 al 1992, e fu per molti anni segretaria provinciale, e consigliere regionale.

Quando Gentile entrò in Avis, all’inizio degli anni ’60 mancava ancora una cultura della donazione gratuita e anonima, tale da garantire a tutti il sangue più sicuro e controllato. Pianificò allora una campagna di sensibilizzazione e di divulgazione dello spirito avisino.

Ricorda Fernanda Belicchi, la tecnica dell’avis, che con Favini ha condiviso impegno ed amicizia:” Di lei mi colpì subito la grande passione e l’amore per l’associazione, cui dedicò tutta se stessa. Fondeva in sé un’intelligenza acuta e perspicace e un grande cuore, per cui, di fronte a questa sua personalità, tutte le porte si aprivano; superava ostacoli apparentemente invalicabili, a riprova che quando si fiducia così grande nella propria causa, una soluzione si trova sempre”.
Racconta il rag. Adolfo Bollini (presidente dell’AVIS provinciale nei primi anni ‘70) che per 6 /7 anni, anche per 100 sere l’anno, lui, Gentile Favini e Fernanda Belicchi, percorsero in lungo e in largo la provincia, senza contare i chilometri, i nebbioni, il gelo ,la neve…
Ricorda ancora il sig. Flavio Spitti, (presidente provinciale di quegli anni), che Gentile si rivolgeva direttamente alle persone più autorevoli per essere introdotta nella comunità, poi , con la sua capacità aggregativa raggiungeva tutte le fasce trasversali della popolazione.

I risultati furono eccellenti e alla fine degli anni ’70 le sezioni erano più di 90.

La diffusione capillare sul territorio diventò così, grazie a Gentile, uno dei punti di forza che caratterizzò e differenziò l’Avis mantovana. La provincia divenne autosufficiente, anzi potè permettersi di supportare gli ospedali che compivano i primi trapianti e necessitavano di quantità elevate di sangue.

Per stimolare la consapevolezza , promosse la pubblicazione di un giornale ,“ La Stilla “, mentre per allargare gli orizzonti culturali favorì i gemellaggi con Nevers (Francia) con Koblenz (in Germania).

Nei lunghi anni della sua presidenza a Mantova, seppe divulgare i valori associativi nell’opinione pubblica, coinvolgendo le istituzioni e le autorità cittadine, tanto che si può ben dire che nella nostra città, per lungo tempo “L’AVIS FU LA FAVINI “.

Ho lavorato con lei per diversi anni e nel 1992 ho preso il suo posto alla guida della nostra Avis Comunale. Conservo di lei il ricordo di una persona appassionata, decisa e innamorata della sua Associazione che non aveva timore di scontrarsi per difendere il suo pensiero.

La sua priorità fu sempre l’attenzione per il donatore e la sua persona.

Voleva che fosse rispettato e che la sua salute fosse tutelata e per questo si battè, assieme a Bollini, per creare, nei primi anni ‘70 il Centro di Raccolta Provinciale, tra le prime realtà in Italia in cui per tutti i donatori venivano eseguiti esami e visite di controllo annuali.

Il Centro di raccolta provinciale di via Principe Amedeo fu punto di eccellenza sanitario in Italia, il primo vero punto di riferimento per le Avis della provincia Mantovana.
Inoltre Gentile teneva moltissimo a conoscere personalmente i donatori e a mantenere nel tempo rapporti di affettuosa amicizia.

Gentile Favini e l’esecutivo di Avis comunale premiano la famiglia Muchetti dove tutti erano di donatori

Quando la sua salute non le consentiva più di partecipare alle nostre manifestazioni o alle ricorrenze associative,e l’andavo a trovare o la incontravo per strada, non dimenticava mai di chiedere notizie dei miei figli, di cui ricordava nomi e vicende.

In questi anni l’AVIS Mantovana è cresciuta ed è molto cambiata, ma nel suo DNA sono rimasti i valori che Gentile Favini le ha trasmesso: questa grande diffusione delle Avis sul territorio che ha permesso una diffusione capillare tra la nostra gente della cultura della dono, e il concetto della centralità del donatore.
Mi diceva: l’Avis esiste perché esistono i donatori e i volontari , quando prenderai decisioni tienilo sempre presente: il resto viene di conseguenza.
Grazie Gentile

Botteri Alessandro

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